Parrocchia SS. Salvatore

Arcidiocesi di Amalfi - Cava

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S. Antonio Abate, Levata del Bambino

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Santa Messa in more antiquo (rito antico)

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venerdì 29 luglio ore 19.00

 

Sante Reliquie di Sant'Alferio

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Domenica 29 maggio 2011, nello svolgersi delle celebrazioni millenarie della Badia di Cava, la Parrocchia del SS. Salvatore avrà la gioia e l'onore di ricevere l'urna contente il corpo benedetto di S.Alferio abate e fondatore. L'urna sarà accolta in piazzetta, alle ore 18,30, il corteo si svolgerà processionalmente in chiesa dove sarà celebrata la S.Messa della sera. le Sante reliquie di S.Alferio resteranno fino a martedì 31 maggio, al termine della S. Messa (ore 19,00)  proseguirà la pregrinatio per le parrocchie di Vietri sul Mare.

Il programma dettagliato sarà proposto in seguito.

Don Enzo Di Marino

 

Foto Gesù morto

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Venerdì Santo 2011 - Discorso del Parroco

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Venerdì Santo, 22 Aprile 2011, la chiesa parrocchiale ha avuto la gioia di accogliere la splendida statua del Cristo deposto. Opera eccelsa del caro amico e maestro Mimmo Sorrentino di questa città di Cava. Dopo la solenne azione liturgica della S. Croce, è stata esposta ai fedeli, benedetta da Parroco, e con singolere gesto, unta con olio essenziale di puro Nardo, lo stesso di cui parlano i Vangeli, dallo stesso Parroco, dall'Autore e da tre donne della comunità. E' seguita la processione, impressionante per partecipazione e tensione spirituale. Al termine del tutto il Parroco ha rivolto ai presenti il seguente discorso:

Credo bene che questa occasione tanto solenne abbia ben meritato l’abbondanza di segni e simboli che l’hanno fin ora accompagnata! Erano anni che si desiderava il ritorno, in questa nostra ‘casa comune’, dell’immagine del Cristo Deposto così come ora la vediamo; E quale giorno più adatto di questo Venerdì Santo, 22 Aprile 2011 ? Finalmente la nostra chiesa parrocchiale ritorna ad avere l’opera, forse, più cara perduta. Il Gesù morto, opera del caro maestro Mimmo Sorrentino di questa nostra città di  Cava. A lui quindi un particolare ringraziamento, insieme a tutti coloro che hanno partecipato alla realizzazione di questa  bellissima statua. Alla  ceramica “Antica Amalfi” per aver proceduto alla cottura degli elementi e a tutti e singoli coloro che hanno partecipato a sostenerne la spesa, in maniera veramente esemplare.

Questo giorno è il memoriale supremo in cui si celebra universalmente da parte dei veri credenti, l’opera somma della pietà e misericordia dell’Altissimo. Vitam et misericordiam tribuisti mihi! Recita il cartiglio ai piedi di quella mirabile, antica,  crocifissione nella sacrestia della nostra amata badia. Ora, qui,  tutti noi comprendiamo lampante, il senso di quello scheletro dal quale, come da profonda vertigine, sale a Dio il rantolo della nostra dignità di figli scempiata dalla corruzione della morte! Egli che svolge il rotolo ai piedi del Cristo, è ciò che rimane del primo uomo, Adamo, primo tra i peccatori e primo tra i salvati. In contrasto a quell’ osceno amaro, sogghigno, si erge soave  solenne e luminoso e vivente il corpo crocifisso, quasi di fanciullo, prezzo della nostra salvezza ( corpo giovane come seme di resurrezione ).

Quale contrasto, quale e tanta stridente bellezza!

Oh! Croce, àncora di tanta speranza: “beata cuius bracchiis saecli pependit pretium; statera facta corporis praedamque tulit tartari”. Hai pesato senza risparmio il dolce e santo peso che ti fu crudelmente affidato. Le  braccia spalancate del Crocifisso sono il libro in cui leggiamo ciò che  il Padre ha voluto dall’eternità e ciò che nel  tempo Gesù ha voluto fare.

Ora Giuseppe d’Arimatea e Nicodemo pietosi, ti hanno calato dall’altura del Golgota, e sembri rivolgerci ancora il monito che i prediletti discepoli udirono scendendo dal Tabor; “ non parlate a nessuno di questa visione, finchè il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti ”. Mt 17,1-8; Mc 9,2-8; Lc 9,28-36.

Guardatelo ora! E vedete, dunque, l’immagine inerme e muta di colui che ha voluto per se tanto alto silenzio e pagare il dazio di così grave riscatto.  Fissata nella terra-argilla da abile mano di artista, contempliamo qui attoniti, il tacere  di colui che ci volle plasmare di quella stessa materia e ci infuse spirito e  vita! Al cumulo del nostro chiassoso peccato e della nostra ingratitudine Egli oppone silenzio, vita e misericordia. Continua il nostro Salvatore ad avere fiducia dell’uomo di ogni tempo, contrastando la violenza inaudita del male con la forza soave del bene. Cos’altro vorrebbe esprimere la quiete maestosa di questo Cristo giacente, abbandonato alla morte, terrore dei vivi, segno evidente del male efferato compiuto dall’uomo? Chiunque stasera, in questa amata assemblea  riconosce in tale opera la figura del suo crocifisso Signore; tutti comprendiamo , dal più colto al più semplice e pure i bambini, anzi specie i più piccoli!  il valore sublime di un “volto” come annuncio di salvezza avvenuta. È qui che si compie il mistero dell’incarnazione della Parola di Dio, divina sapienza. Egli è sempre accondiscendente al nostro povero essere, col verbo e la visione. Questo Cristo in effigie, solo pallidissima ombra del vero, colpisce la nostra anima di credenti ed anche di non credenti…fa appello con forza al nostro profondo, comune, sentire e percepire con i sensi terreni e non solo terreni, l’Altissimo e la sua provvidenziale presenza di amore. Egli chiama dal cuore ed al cuore rivolge la Sua consolante e creatrice parola . Egli vigila sempre costante per noi, e mai ci abbandona . “ non si addormenterà  e non prenderà  sonno il custode d’Israele”. Sal 120

Eppure, o Signore Gesù, ora celebriamo il momento più oscuro della tua vita terrena, ti abbiamo accompagnato, ma come Pietro, a molta distanza e nel novero dei traditori ,  mentre l’evangelo narrava di  strazi inauditi, arida solitudine e troppe violenze da te sopportate,  o Signore della vita, nostra  guarigione e perdono, dolcezza e consolante maestro.

A te riservammo in cambio del tuo amore infinito le parole del salmo che gridasti morendo: “un branco di cani mi circonda, mi assedia una banda di malvagi; hanno forato le mie mani e i miei piedi, posso contare tutte le mie ossa…”. Sal.22. Tanto illumini ora, giacente, lo scarlatto dei nostri crimini immensi, e ne proviamo vergogna,  così col tuo trafitto splendore o Cristo Gesù,  e ti vediamo inerme qui a terra consegnato alla terra!  Davanti ai nostri occhi attoniti, felici e lacrimanti di emozione profonda, ti vediamo dormire la morte, orrore ai viventi; eppure sei bello! Di quella bellezza del quale sei forma e creante natura. E questa bellezza e uguale bontà,  ci parla  da sempre, come un adagio mai smesso: “ non si addormenterà e non prenderà sonno il custode d’Israele”. Si! Certo, o crocefisso Signore, ai nostri occhi velati di non conoscenza  sembri dormiente di sonno profondo.  “ …ed Egli dormiva. Allora accostatisi a lui , lo svegliarono dicendo: “ salvaci, Signore, siamo perduti!”. Ed Egli disse loro: “ Perché avete paura uomini di poca fede?”. Quindi levatosi, sgridò i venti e il mare e si fece grande bonaccia. I presenti furono presi da grande timore e dicevano: “ Chi è mai costui al quale i venti e il mare obbediscono?”. Mt 8,23-27 e noi ora diciamo, di fronte al mistero di tanto silenzio, nel “mentre il re è nel suo recinto ,[ ed ]  il mio nardo spande il suo profumo” Ct 1,2.

Chi è mai costui, il cui petto è d’avorio, tempestato di zaffiri,  le cui gambe sono colonne d’alabastro e l’aspetto è come il cedro del Libano, (canta la sposa del cantico dei cantici), chi è costui di fronte al quale si placa il mai sazio furore della orrida morte e  a Lui ,  sconfitto,  piega  l’ali obbediente l’uragano dello sterminio?

Diciamo quindi con fede, Tu sei l’uno e tu sei il tutto, Tu sei l’alfa e l’omega, Tu prima parola ed ultimo nome o  Dio e Signore del tempo, Gesù, risorto maestro! Eri morto e sei tornato in vita! Avverte Giovanni il presbitero nella sua Apocalisse Ap 1, 17-1. Mai più i nostri occhi si volgeranno alle alture, fetido covo di dei sanguinari e  stranieri. Solo da te ci verrà l’aiuto. Perché qui seppure trasfigurato,  sposo che viene nella notte più oscura, ti sappiamo unico  e vero abbraccio   delle anime nostre!  Venga la tua parola di vita a consolare l’uomo che patisce a causa di un altro, sia rugiada su arido coccio il tuo volto di pace per chi si compiace di guerre e violente contese, sii tu o Signore del tempo e della storia  il maestro che ci insegni a contare i nostri giorni per giungere alla sapienza del cuore, misurando con questo sole che inesorabilmente è ancora una volta tramontato, non il cumulo infame di una disonesta ricchezza, ma il vero tesoro del cuore, la carità del tuo amore infinito! Il servizio fedele dell’uno con l’altro.

 
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Salve a tutti! vi invito a visitare la sezione dedicata alle foto da me curata. Vi troverete le foto di tutti  gli avvenimenti più sifgnificativi che riguardano la Parrocchia e non solo. Abbiate solo un pò di pazienza e presto avrete a disposizione un archivio molto vasto di immagini. Non mi resta che augurarvi una buona visione !   Elena Gambardella